La sigaretta elettronica riesce a far smettere di fumare?

E’ da tanti anni acceso il dibattito sull’efficacia delle sigarette elettroniche: molti si chiedono se aiutano davvero a smettere di fumare, mentre altri si dimostrano abbastanza scettici. E’ necessario però precisare che non si sta parlando assolutamente di un dispositivo medico, ma si propone proprio come un aiuto per chi vuole smettere di fumare o quantomeno vorrebbe ridurre l’utilizzo.

Gli studi sull’efficacia della sigaretta elettronica

Molti sono stati gli studi che hanno dimostrato l’influenza positiva sui fumatori più accaniti, in quanto il loro utilizzo si propone come un’alternativa alla sigaretta tradizionale, ma soprattutto ne permette quasi un uso “ricreativo” del vizio poiché si può scegliere la sigaretta elettronica più adatta alle proprie esigenze e creare, come dei piccoli chimici, i liquidi preferiti. Grazie proprio all’aiuto della sigaretta elettronica, il fumatore riesce comunque a riprodurre i gesti quotidiani che si fanno con la sigaretta normale come il gesto di portarla alla bocca, ma sicuramente rimane la dipendenza psicologica perché il vizio si può eliminare solo con la forza di volontà.

Sono tanti coloro che si sono scagliati contro la tossicità della nicotina, che si presenta sotto forma di liquido che poi viene vaporizzato. Negli Stati Uniti si parla di casi di avvelenamento e di conseguenze spiacevoli avvenute dopo il contatto tra la nicotina e la pelle, soprattutto per i più piccoli. Questa problematica sembra essere quasi del tutto assente in Italia, in quanto non viene venduta la nicotina pura ma ci sono dei limiti precisi e poi tutte le confezioni hanno un tappo salva-bimbo, scongiurando pericoli di incidenti. D’altra parte, però, in Italia lo Stato ha deciso di tassare pesantemente anche le sigarette elettroniche, causando la chiusura di negozi e, di conseguenza, costringere gli utilizzatori a cercare rimedi alternativi.

Ed è stata proprio l’Italia a studiare i vari aspetti legati a questo fenomeno, più precisamente l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano che ha dimostrato risultati più che positivi riguardo all’utilizzo della sigaretta elettronica. Mettendo proprio sotto osservazione dei fumatori, circa il 60% ha smesso di fumare, mentre il 30% che hanno ridotto il consumo. Lo stesso Professor Umberto Veronesi, direttore scientifico dell’Ieo, è intervenuto negli scorsi anni sulla questione affermando che si potevano salvare 30.000 vite italiane all’anno e 500 milioni di persone nel mondo grazie alla sigaretta elettronica. Sempre dallo stesso Istituto emergono i benefici riportati nel tempo come la riduzione di tosse e catarro nei fumatori più accaniti; l’Istituto ha anche constatato una presenza non allarmante di sostanze tossiche che possono nuocere alla salute.

Sulla questione si è espresso anche l’Istituito Superiore di Sanità dichiarando, in maniera generale, un giudizio piuttosto positivo, ma considerando il tutto come un “male minore”, in quanto limita i futuri danni alla salute. L’attenzione si è rivolta anche ai fumatori passivi che inalano composti organici volatili e polveri sottili presenti nelle sigarette, con il rischio di assumere dosi maggiori di nicotina rispetto alle classiche sigarette. Sicuramente il giudizio positivo ottenuto dalle ricerche costituisce un buon motivo per potersi avvicinare a questo nuovo e curioso mondo, ma l’unico reale obiettivo dovrebbe essere la salute non solo nostra, ma anche di coloro che ci stanno accanto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *